:: onnichiwawa ::

C’è una persona di cui vorrei poter leggere un libro un giorno, tempo fa gliel’ho anche detto.

una persona che agli occhi degli altri è forse uno come tanti e non ne percepiscono l’unicità.

Tutti siamo unici, a modo nostro, ma c’è chi è più unico. e lui è più unico di altri.

Mi ha permesso di ascoltare diverse fasi della sua vita..una vita che è musica.. una musica in cui i ritmi si alternano ma mantengono sempre un non so chè di familiare agli occhi di chi lo ascolta da tempo, anche quando cambiano quasi totalmente, o totalmente permane questo “filo conduttore” e c’è questa percezione. in altro modo non mi so spiegare.

Musiche che a volte capisci al volo, altre musiche altri suoni han bisogno di essere riascoltati più volte e spesso ho come la sensazione che sfugga l’essenza, dove i brani più complicati da comprendere per assurdo potrebbero essere quelli tecnicamente più semplici.

Vorrei tanto un giorno leggere di lui, dal suo punto di vista, perchè ci sono persone da ascoltare…anche e soprattutto quando stanno in silenzio. lui è così.

Spesso si fa l’errore di prendere spunti, cercare insegnamenti..e si perde l’essenza della persona in sè;

è un errore che ho fatto anche io spesso in passato e che non faccio più da tempo, o quantomeno mi impongo di non fare

e proprio da quando ho smesso, ho l’assurda presunzione di capire. nel limite in cui una persona da fuori possa capire.

Ci sono vite che sono più vissute di altre.. per questo io vorrei leggere la sua. non ora, un domani. :)

non farò nomi e non farò riferimenti, è un caro amico e non ringrazierò mai abbastanza mio marito per avermelo fatto conoscere.

Se non capite quello che ho scritto…è perfettamente normale,

scrivere delle mie emozioni per me è complicato..

quando ci sono in ballo persone importanti della mia vita..

è ancora più difficile!

un abbraccio forte a te,

carissimo Amico mio.

 


:: Buon 1° maggio ::

Inizio citando la Costituzione Italiana, Principi Fondamentali, ART.1

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro (…)”

il lavoro, qualsiasi esso sia, va rispettato, allo stesso modo i lavoratori devono essere tutelati.

piu’ di altri anni penso a questo come un primo maggio che ha un retrogusto amaro, piu’ amaro del solito.

Costituzione Italiana, Principi Fondamentali, ART.4

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro

e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. (…)”

Il pensiero va a tutti quelli che avrebbero voluto festeggiarlo stando a casa a riposo, o andando in piazza con altri lavoratori

perchè hanno un lavoro, e vogliono far valere i propri diritti di lavoratori.

penso a tutti i disoccupati e i cassaintegrati, che invece di manifestare perchè vengano rispettati i diritti dei lavoratori,

quest’anno devono manifestare perchè è venuto a mancare loro IL DIRITTO DI LAVORARE!

a loro vanno i miei AUGURI, sinceri e di cuore, perchè possano trovare presto un lavoro e ricominciare a vivere.

 


:: Il sapore della giornata ::

oggi non è una gran giornata. o meglio , potrebbe esserlo :

c’è il sole, posso passare del tempo con mio marito e la mia bimba torna presto.

stasera poi c’è Barcellona-Inter

e mi chiedo, usando bestemmie come intercalari, che cazzo vuoi di piu’ da sta giornata? nulla.

[apro una piccola parentesi calcistica]

sembrera’ stupido ma quando c’è l’ Inter, per 90 min piu’ recupero mi sento parte di qualcosa, che non so se è bene o male.. non mi interessa nemmeno valutarlo, sinceramente. godo degli effetti. per quel limitato spazio di tempo condivido qualcosa con altri.

con leggerezza, senza menate, senza dover camminare in punta di piedi che per altro è una cosa che non so fare.

Credo che sia un po’, per chi non è interessato al calcio, come quando gioca l’Italia ai mondiali..la maggior parte delle persone che conosco di cui del calcio non gliene frega un beneamato cazzo..si “trasformano” e  durante le partite diventano *peggio* di quelli che il calcio ce l’hanno nel cuore, di quelli che… “se perdiamo almeno per un paio di giorni mi gira il cazzo”

Comunque ecco.  mi sento così durante la partita…e anche in pre-partita…e anche in post-partita. insomma se gioca l’inter io mi sento come se QUEL giorno io avessi un “appuntamento” con il mondo..che è una cosa che mi fa bene e mi fa piacere.

[chiudo la piccola parentesi calcistica]

ma devo anche essere sincera con me stessa,  mi si insegna..

e allora scavo dentro e cerco di capire CHE CAZZO HO, cioe’ lo so cos’ho..ma voglio capirmi meglio.. perchè la soluzione che ho trovato è troppo facile. e non da effetti.

spulcio ogni pensiero negativo, fomento quella parte fino a che vedo emergere la verita’ in tutto il suo complesso. ed è un delirio. un enorme bestemmione. mi tremano le mani e avrei voglia di urlare e spaccare tutto…

ho un tarlo, un tarlo che si era assopito e ieri pomeriggio è sbucato dal nulla piu’ forte e vigoroso che mai.

un tarlo a cui avevo dato nome e un cognome, e anche un sacco di ameni aggettivi.

ignorarlo non è facile…ma mi ci ero messa di impegno e ..con razionalita’ e fermezza e anche un po’ di menefreghismo c’ ero arrivata benissimo. ce la potevo fare. ce l’avevo quasi fatta, pensavo. mi era anche stata suggerita la strada per farlo, ma evidentemente se vuoi risolvere un problema che non puoi risolvere..e per di piu’ gli assegni un altro nome, beh è un po’ come lottare contro i mulini a vento…fai una gran fatica e non risolvi un cazzo.

e me ne sono resa conto perchè se ignorare il tarlo mi aveva dato un effetto placebo..affrontarlo è un altro paio di maniche.. non è proprio periodo di vestirsi da Ipocrimon® e far finta che tutto vada bene, ma non è nemmeno periodo di far smattate.

come faccio, faccio male, si dice qua.ancora convinta di aver capito e conosciuto il tarlo.

beh mi mentivo, ed elucubravo anche..pensavo “mi ci dovro’ affezionare a sto tarlo, un po’ come quando entro in un tunnel e non riesco a uscirne..e quindi inizio a arredarlo. debellarlo per ora non mi è proprio possibile”

ma poi scava e riscava..e capisci che è molto piu’ intimo il problema. il problema sei tu.

non ti puoi lamentare

se senti una lama in un fianco

se hai indicato tu dove metterla per farti piu’ male

se hai dato tu il coltello, dalla parte del manico, perchè sei anche troppo educata.

Ci sono persone che incontriamo durante la nostra vita, a cui noi assegnamo un peso, un peso e un valore che non ci hanno chiesto, abituati a leggere i gesti e le parole degli altri con lo stesso peso e valore che gli assegneremmo noi.

e nella maggior parte dei casi a me va benone..perchè per il principio “la misoginia non è reato, la misantropia un diritto”, ho piu’ o meno la stessa socialita’ di un crotalo messo alle strette e impaurito, per cui la miglior difesa è l’attacco. anche se ci smena parecchio.

quando va meglio sembro piu’ un riccio…che ha un sacco di aculei..ma tanto a tutti fotte solo del “musino” , si accarezzano gli aculei giusto per dire  ”che strana sensazione” e fare un sorriso.un sorriso egoista. il riccio lo sa.

ma anche i ricci, nel loro piccolo, hanno una socialita’… e talvolta vedono i propri simili..e cercano di instaurare qualcosa di piu’ di un “dai accarezza gli aculei, fai un sorriso…e poi evita se riesci di investirmi con la macchina. grazie” che gia’ è molto per un riccio. non essere investito, intendo.

e io mi sento un po’ come un riccio che ha interagito per molto tempo con un proprio simile, e non si è accorto che stava parlando con una spazzola. uno spazzolino del cesso, per la verita’.

quindi la colpa dell’origine di tutto sto incazzo che ogni tanto emerge..è solo mia.

tra l’altro le conseguenze coincidono con una mia paura, una paura che mi accompagna da qualche anno e che per quanto riesca a moderare nei degeneri c’è..e riaffiora, e si palesa.

insomma è tutto qui. ora ricomincio la mia giornata. riflettendo sul risultato di queste mie semi-conclusioni.

e lo faccio mandando un attimo in vacca tutto con una perla filosofica:

FORZA INTER

dai dai dai diomadonna® che si va in finale! su!


p.s. e comunque un vaffanculo lo dedico e lo penso eh. perchè il riccio è introspettivo, ma non coglione, e si incazza come un riccio, appunto -

 


:: giorno di ordinario regime ::

e mentre son qui a ascoltare Cammariere..e in testa come un martello si odono i colpi del regime, con una luce soffusa mi trovo a sentirmi una rifugiata… rifugiata nel mio nido..rifugiata nel mio amore…rifugiata in tutto quello che non mi potranno mai togliere e scorrono immagini di persone alienate dal regime …e come uno scrittore d’altri tempi che si mette con calamaio e lumicino a scrivere di se mentre il fuori non gli appartiene piu’..io ora.

 


:: I POLITICI E LA VERGOGNA ::

Spesso mio padre scrive lettere ai direttori dei giornali, le leggo sempre..non sempre approvo in toto..ma in generale il mio punto di vista si discosta di poco, e spesso solo le sfumature son diverse ..
Tendenzialmente non faccio molta pubblicita’, ma sta volta ha azzeccato il mio pensiero al 100%, sfumature comprese..quindi lo posto come se fosse un mio scritto..
nulla di nuovo, nulla di sorprendente…forse il pensiero di molti..forse no, ma capite bene quanto poco me ne freghi in quel caso :)

“Mentre molti politici non conoscono la vergogna, questa li conosce benissimo è diventata la loro anima e così succede che:
- non si vergogna chi per motivi personali, familiari e giudiziari abbandona lo schieramento politico scelto alle elezioni;
- non si vergogna chi fa cadere un governo di cui era Ministro senza convocare neanche la direzione nazionale del partito, perché lui è il partito!
- non si vergogna il senatore Barbato di dare del traditore al collega Cusumano perché questi non tradisce il mandato ricevuto dagli elettori;
- non si vergogna Barbato di smentire che ha sputato verso il suo collega mentre le televisioni lo riprendono in tale onorevole gesto;
- non si vergogna il capo dell’UDEUR di spiegare in televisione fatti e circostanze di suo esclusivo interesse;
- non si vergogna perché sa di essere in buona e numerosa compagnia;
- non si vergogna, infatti chi dagli scranni di Alleanza Nazionale stappa bottiglie in parlamento ne il suo collega che sputa frasi ingiuriose degne solo dei più facinorosi tifosi calcistici;
- non si vergogna Fini di aver firmato per il referendum che stravolgerebbe la legge elettorale da lui votata;
- non si vergogna il Presidente di A.N. di chiedere le elezioni con la stessa legge che voleva modificare con il Referendum;
- non si è vergognato nemmeno quando ha preteso l’allontanamento di Tremonti e poi, ottenuta la contropartita, lo ha riaccolto nel governo;
- non si vergogna Calderoli di chiedere le elezioni con la legge elettorale di cui è stato relatore e che lui stesso ha definito una porcata (non essendosi vergognato nemmeno in quella circostanza);
- non si vergognano quei politici che, per captatio benevolentia, fingono di sostenere la sacralità della famiglia, avendone loro due o tre;
- non si vergogna il politico che crea società all’estero per finanziamenti illeciti;
- non si vergogna il politico che, per decine di procedimenti giudiziari dichiara di non essere mai stato condannato e grazie a famosi avvocati (anche parlamentari) è sempre giunto ala prescrizione;
- non si vergogna chi in presenza di “soli” 38 partiti inventa il partitino Liberal Democratico pretendendo di dettare lui un nuovo programma all’intera coalizione;
- non si vergognano quei politici che da decenni chiedono di essere rieletti per “servire il popolo” e poi non fanno nulla per ridurre gli assurdi privilegi di cui godono a spese del popolo;
- non si vergognano i capi di partiti “nanetto” che per paura di scomparire sia con il referendum sia con una nuova legge con sbarramento al 5%, sostengono la necessità di votare con la legge vigente che consentirebbe la loro rielezione;
- non si vergognano i Ministri che, per avere visibilità, vanno a “Porta a Porta” a criticare loro colleghi per dimostrarsi più di destra o più di sinistra, con estrema gioia del conduttore che riesce a farli litigare.

A questo punto, vergognamoci noi cittadini che pur essendo tutti convinti che sia opportuno ridurre il numero dei Parlamentari ed ancor più convinti che sarebbe meglio non avere tanti partitini, in tutte le elezioni disperdiamo i voti in tanti rivoli.
Convinto da sempre che la politica intesa come ricerca di soluzioni ai bisogni della gente sia cosa nobilissima, devo arrendermi e dichiarare che preferisco il Grillo al Rospo.”

 


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